Uno dei compiti “più nell’ombra” di LIFE WOLFALPS è la periodica rassegna stampa che i responsabili comunicazione di progetto compilano per valutare l’impatto mediatico della questione “lupo” sulle Alpi. Tale monitoraggio è utile a calibrare le azioni di comunicazione – ma anche quelle di conservazione – di pari passo con i temi più dibattuti a livello locale e transregionale.

Nel mare magnum degli articoli – alternativamente pro o contro il lupo (ma per fortuna ci sono anche articoli che presentano informazioni oggettive e neutre, i nostri preferiti) – ci ha colpito una lettera pubblicata dal quotidiano veronese “l’Arena” e scritta da un privato cittadino… al lupo!

Sperando di fare cosa gradita all’autore – Alessandro Marchesini – ne ri-pubblichiamo il testo su questo sito, poiché presenta un’analisi ironica ma molto ben informata e bilanciata della questione lupo sui monti Lessini.

 

Caro lupo ti scrivo

di Alessandro Marchesini, Verona

Caro lupo ti voglio dire tre cose. La prima cosa è che devi imparare dall’orso. Devi ben sapere che in Italia detestiamo il merito e non sopportiamo la capacità. Tu sei stato perseguitato per secoli, costretto a nasconderti, a vivere di espedienti, a nutrirti di immondizie. Sei arrivato sull’orlo dell’estinzione. Dopo questa lunga crisi, le norme sulla protezione ti hanno permesso di riprenderti, di espanderti. Hai ricolonizzato il tuo antico areale, hai risalito l’Appennino, hai varcato le Alpi, sei stato capace di esportarti in Francia. Ora trotterellando sull’arco alpino sei arrivato da noi in Lessinia. Qui invece di premiare una così forte tenacia, valorizzare questo tuo talento di rinascita dopo la crisi, sei stato contestato e sei stato accusato ingiustamente di intrusione indebita a cura di sconsiderati animalisti. Guarda invece la storia del simpatico teddy bear, l’orso bruno delle Alpi. Anche lui ridotto a due-tre individui. Ma per lui si è ricorsi a capi extra-comunitari con l’immissione di decine di orsi extra-italici per rimpolpare la ormai inesistente popolazione: perfetta allegoria della condizione dell’Italia. Caro lupo devi sapere che in Italia chiunque riesca ad emergere ed affermarsi viene sistematicamente fatto fuori, perché intacca gli interessi di parte. La tua eventuale cacciata o distruzione, rappresenterebbe ancora una volta l’incapacità italiana di valorizzare le capacità, di non sopportare il merito, favorendo invece, come nel caso dell’orso, la raccomandazione politica con il ritorno di immediato consenso d’immagine per quanti hanno voluto l’operazione. Invece la storia del lupo in Italia dovrebbe essere insegnata nelle scuole come esempio, come modello di tenace resistenza e di rinascita dopo un periodo di crisi. La seconda cosa che devo dirti è una ovvietà: sei un grande predatore, anche opportunista. Capisco che è dura inseguire un veloce ed agile capriolo nei boschi. È molto meglio e più semplice azzannare una ignara manza al pascolo. Il tuo arrivo ha trovato impreparata la nostra zootecnia che ha subito spiacevoli pesanti perdite. I nostri allevatori sono già penalizzati dall’andamento di mercato, con prezzi del latte bassissimi. Ogni vacca, ogni manza che perdono, è un pesante colpo al loro reddito. Quindi ogni atto di predazione accertata deve essere totalmente e prontamente risarcito. Ma anche gli allevatori devono imparare nuove pratiche per difendere le loro mandrie.

Speriamo che a nessuno, per disperazione o per bravata, venga in mente di impallinarti. Eppure potresti diventare un sigillo di eccellenza della qualità dell’ambiente dove vivono le loro vacche e dove viene prodotto il meraviglioso Monte Veronese, purtroppo poco valorizzato.
La terza cosa da dirti mi rende un po’ triste. In Lessinia purtroppo sarai una presenza transitoria. Troppa pressione per stabilire una popolazione di lupi. Forse una coppia, ma poi i cuccioli devono per forza migrare verso luoghi più vasti. È nell’ordine delle cose. Altrimenti Giulietta non sarebbe mai arrivata qui. I tuoi figli andranno a portare schiamazzo in altre zone. Senza di te, caro lupo, il nostro ambiente ritornerà ad essere bello e pacioso, ma soprattutto falso: un ambiente naturale sterilizzato nei suoi lati più ferini, più prettamente selvatici, scomodi, costituisce un mondo falso, il paese delle meraviglie. È utopico pensare che una presenza scomoda non faccia parte del mondo naturale.
In ogni caso, grazie lupo, di esserci stato, anche qui da noi. Un sogno inimmaginabile decenni fa. E stai attento a dove metti i piedi, soprattutto attento alle trappole.