La vigilia di Natale ha riservato un’inattesa sorpresa agli agenti del Corpo Forestale dello Stato che, proprio il giorno 24 dicembre, hanno osservato e fotografato un lupo.
L’avvistamento è avvenuto in Val Bighera, valle tributaria della più famosa Val Grande, in comune di Vezza d’Oglio.
Le belle fotografie scattate da Fiore Cao, sovrintendente del Corpo Forestale, documentano in maniera inequivocabile la presenza del lupo nel settore lombardo del Parco nazionale dello Stelvio.
Prima di essere fotografato a breve distanza – non più di cinquanta metri – il lupo è stato visto inseguire, senza molta convinzione, un gruppo di capre. Accortosi della presenza dei forestali, forse temendo una contravvenzione, ha subito desistito.
Una precedente conferma della presenza del lupo a non grande distanza dall’attuale avvistamento, nella zona del Passo di Mortirolo, era già avvenuta quest’estate ad opera di Italo Armanasco, agente della polizia provinciale di Sondrio, ma la presenza del grande predatore non era mai stata verificata con sicurezza all’interno dell’area protetta.
Prende così corpo l’ipotesi, basata anche sul ritrovamento di possibili predazioni e su avvistamenti risalenti agli scorsi mesi, della presenza di un esemplare nell’ampia zona compresa tra l’Aprica, l’Alta Valtellina e le valli bresciane del Parco (Val Grande con un’ipotesi di presenza anche in Valle di Canè).
Dopo secoli dalla sua scomparsa in questa zona, il lupo sta tornando. Si tratta di un fenomeno spontaneo che interessa giovani individui. Una volta scacciati dai loro branchi originari essi vagano, anche su lunghissime distanze, fino a trovarsi un nuovo territorio. Per quanto riguarda il lupo della Val Bighera è molto probabile che sia un giovane “fuoriuscito” dai branchi del Piemonte o dal branco presente in Svizzera.
Un primo segno positivo di una tendenza che, probabilmente, nel tempo porterà altri lupi a insediarsi nel Parco dello Stelvio.
Torna così ad aggiungersi un importante tassello del grande mosaico della natura portando con sé, sui nostri monti, un po’ di favola.

